Zarida Comi, Dalila Mignanelli e Scarleth Medina spiegano con la loro esperienza cosa significa essere alla guida di un centro logistico
Negli ultimi decenni il settore della logistica ha conosciuto un’evoluzione profonda, non solo sul piano organizzativo e tecnologico, ma anche dal punto di vista culturale e sociale. Magazzini e centri logistici, tradizionalmente caratterizzati da una forte presenza maschile, stanno diventando ambienti di lavoro sempre più inclusivi e diversificati, in cui le competenze e il valore delle persone contano più delle etichette.
In questo contesto si inserisce l’esperienza del Gruppo Transpack, dove un numero crescente di donne contribuisce in modo concreto allo sviluppo dell’azienda, ricoprendo anche ruoli di responsabilità. Le storie professionali di Zarida Comi, Dalila Mignanelli e Scarleth Medina ne sono un esempio significativo: percorsi diversi, background eterogenei, ma un comune approccio alla leadership basato su responsabilità, ascolto e capacità di adattamento.
Arrivate in Transpack da esperienze e settori differenti – dal turismo alla comunicazione interculturale, fino all’ingegneria industriale – hanno saputo mettere a frutto le proprie competenze in un ambito complesso e dinamico come quello logistico. Un cambiamento che, per alcune, è nato da una necessità di reinventarsi, per altre da una scelta consapevole di mettersi alla prova in un settore considerato sfidante.
Essere una guida al femminile in un contesto operativo come la logistica significa confrontarsi quotidianamente con obiettivi, scadenze, gestione delle persone e relazione con i clienti. Un ruolo che richiede determinazione, ma anche sensibilità e capacità di comunicazione.
“Al di là del genere, è una posizione che comporta un impegno costante e la volontà di creare un ambiente di lavoro empatico e collaborativo”, racconta Scarleth Medina.
La dimensione della leadership emerge come un equilibrio continuo tra risultati e benessere delle persone, tra esigenze operative e ascolto. In alcuni casi il percorso non è stato privo di difficoltà, soprattutto nel passaggio da ruoli operativi a posizioni di responsabilità, ma il confronto aperto e la collaborazione hanno rappresentato leve fondamentali per costruire relazioni professionali solide.
“La mia nuova posizione mi impone di tenere conto del benessere dei lavoratori e, allo stesso tempo, del bene dell’azienda”, sottolinea Dalila Mignanelli.
L’esperienza in Transpack viene descritta da tutte come altamente positiva e formativa: un contesto che favorisce la crescita professionale, valorizza le idee e incoraggia il confronto. La possibilità di sviluppare competenze nella gestione dei team, nella comunicazione e nel problem solving è considerata uno degli aspetti più arricchenti del ruolo.
La soddisfazione più grande arriva dal raggiungimento degli obiettivi condivisi, dai risultati concreti del lavoro di squadra e dalla fiducia dei clienti.
“Vedere che tutto funziona e che il cliente è soddisfatto è il segnale più tangibile del valore del lavoro di squadra”, afferma Zarida Comi.
Guardando al futuro, il messaggio rivolto alle donne che desiderano avvicinarsi al mondo della logistica è chiaro: non avere timore di mettersi in gioco, affrontare il cambiamento con apertura e consapevolezza, senza lasciarsi frenare da stereotipi o preconcetti.
“È un settore ricco di opportunità e sfide professionali. L’importante è non precludersi possibilità solo perché considerate tradizionalmente maschili”, conclude Dalila.
Un approccio che riflette la visione del Gruppo Transpack: un’azienda che riconosce nella diversità e nelle competenze delle persone un valore strategico per la crescita e l’innovazione.
